|
|
Nel lontano 1972, due giovani amici accomunati
dalla passione per il volo ed attratti da tutto ciò che
poteva librarsi nell'aria, dando fondo ai propri risparmi, decidono
di investire il contenuto dei loro salvadanai in balsa, carta
e colla e di inebriarsi "sniffando" vapori dell'etere
misti al caratteristico profumo dell'olio di ricino bruciato
che ha sempre creato tanta atmosfera nel mondo dei motori.
Fu cosi che Adriano ed Ercolino, sotto la guida del paziente
professor "Sandron" decisero di mettere a repentaglio
le proprie dita che rischiavano ad ogni tentativo d'avviamento
del loro primo Supertigre e del riciclato Webra.
Appresi i primi rudimenti del volo Aeromodellistico dal loro
maestro e maturate le prime esperienze, i baldi eroi si trovarono
costretti ad una continua ricerca di nuovi siti per far volare
i loro primi modelli a V.V.C. (volo vincolato circolare), fino
al giorno in cui videro sequestrare gli stessi da parte dei
locali Carabinieri ed essere contemporaneamente tradotti in
caserma per accertamenti e per disturbo della quiete pubblica
ed ivi trattenuti un intero pomeriggio fino all'arrivo dei genitori.
Il gioco era appena nato e tutti i sogni sembravano svanire
nel nulla e nel peggiore dei modi. Ma come in tutte le fiabe,
improvvisamente compare la "buona fatina Nini" che,
mossa a compassione per il cruccio e la disperazione dei due
ragazzi che non possono più dare sfogo alla loro passione,
decide di rinunciare ai proventi agricoli di un campo e di metterlo
a disposizione dei due per i loro tentativi di volo. Si erano
cosi involontariamente gettate le basi per quello che in futuro
sarebbe divenuto il campo di volo del gruppo Aeromodellistico
"Barone Rosso".
Con il passare degli anni gli appassionati aumentano di numero,
ed il 28 Marzo 1988: Adriano, Ercolino, Marco, Luca, Roberto,
Tiziano, Alvio, Giancarlo,Paolo e Claudio si danno appuntamento
presso uno studio notarile per la firma dello Statuto che avrebbe
sancito e siglato la nascita ufficiale del Gruppo Aeromodellistico
"Barone Rosso".
Si costruisce cosi la prima pista in terra battuta e si organizzano
le prime manifestazioni amatoriali con la presenza di amici
friulani, veneti sloveni e qualche austriaco.
Nel Giugno 1988, il gruppo organizza il 1° Mini Air Show
ed assapora le prime soddisfazioni ed i primi successi.
Negli anni successivi la pista viene asfaltata e compare il
prefabbricato recuperato dal terremoto, che era l'orgoglio del
gruppo e che permetteva ai soci di disporre di un riparo per
i modelli in caso di improvvise bizze del tempo.
Ma nessuno poteva immaginare che quella baracca e la stessa
pista divenissero capi d'accusa contro l'esercizio dell'attività
aeromodellistica.
Dopo oltre venti anni, nel 1994, si ripresentavano gli stessi
problemi, aggravati da un dedalo di fattori, incontrati dai
due giovani amici nel 1972 e nessuno avrebbe scommesso il classico
"dollaro bucato" contro il prosieguo dell'attività.
Ma questa volta la "buona fatina" appare sotto le
sembianze di un pazzo baffuto che si mette in testa, complice
la fortunata compresenza del "condono edilizio", di
legalizzare l'area sotto il profilo urbanistico e successivamente
di realizzare un nuovo impianto progettato nel rispetto degli
schemi urbanistici ed edilizi.
L'impresa ritenuta utopica, viene portata a termine dopo due
anni di assiduo lavoro di volontariato e con il contributo in
materiale, senza il quale la realizzazione del complesso sarebbe
stata impossibile, fornito da innumerevoli ditte locali e nazionali.
Il 1° Maggio 1997, alla presenza delle maggiori autorità
politiche regionali, provinciali e comunali si inaugura la nuova
struttura del "Barone Rosso" e si riprende alla grande
l'attività forzatamente sospesa.
Il resto è storia moderna e contemporanea.
|
|


|
|